Esportazione beni normativa Dual Use

Consulenza tecnica sull’esportazione di beni afferenti alla normativa Dual Use

OBIETTIVO DELL’ATTIVITÀ DI CONSULENZA Elaborazione di uno studio, nella forma di una relazione giurata e asseverata presso i competenti uffici giudiziari, inerente l’attività di verifica di congruenza rispetto al regime comunitario di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso (cd. “DUAL USE”) di prodotti industriali pre-assemblati e relative parti di ricambio, identificati dai codici di tariffa doganale.

MOTIVAZIONI La normativa Dual Use ha la sua traduzione nella prassi doganale al momento della compilazione, da parte dello spedizioniere, della casella 44 del DAU (dichiarazione doganale). Per numerose voci doganali, nelle quali potrebbero essere classificati beni dual use, è infatti prevista l’indicazione in casella 44 del DAU: degli estremi del documento di autorizzazione ovvero, nel caso di beni di libera esportazione, l’indicazione del codice di esonero Y901 con il quale si dichiara che il prodotto non rientra fra quelli elencati nel regolamento. È evidente che lo spedizioniere responsabile della compilazione del DAU potrà indicare il codice Y901 solo sulla base di una dichiarazione consapevole di esonero dell’azienda. Una eventuale denuncia di infrazione rispetto alla normativa (anche da parte di un concorrente estero così come della autorità doganale competente) e/o l’apertura di una procedura di notifica, produce potenzialmente un blocco (fino al ritiro dal mercato) delle esportazioni extra-UE. È inoltre prassi degli istituti di credito richiedere (su propria modulistica) la congruenza rispetto alle normative all’export, pena il blocco dei procedimenti di incasso e pagamento su estero. L’esportazione di beni a duplice uso senza la prescritta autorizzazione ovvero con autorizzazione ottenuta fornendo dichiarazioni o documentazione false, è un reato penale ed è punito: Con la reclusione da due a sei anni; Con la multa da 25.000 a 250.000 euro (comma 1 dell’art. 16 del D.Lgs 9 aprile 2003 n. 96).

RISULTATI La produzione da parte di un soggetto di consulenza terzo, esterno all’Azienda e senza conflitto di interessi, di un elaborato peritale in forma scritta riportante l’elenco e la descrizione tecnica dei prodotti soggetti a dual use passibili di una classificazione doganale in quelle voci, la stesura di un parere che tocchi i seguenti punti: Cenni introduttivi sul regime di controllo all’esportazione di prodotti a duplice uso; Riferimenti normativi in materia di regimi internazionali di controllo delle esportazioni duali; Elencazione delle categorie all’interno degli elenchi nelle quali il prodotto dell’azienda può ricadere.

Il parere costituirà un importante supporto gestionale mediante la quale l’azienda potrà procedere alla eventuale verifica interna di dettaglio dell’effettiva corrispondenza dei propri prodotti a quelli elencati nelle liste di controllo, identificando eventuali necessità di richiedere autorizzazioni Dual Use, ovvero dichiarando, consapevolmente, che i beni esportati non sono soggetti ad autorizzazione. Nel caso in cui non vi sia corrispondenza l’azienda potrà considerare il prodotto come di libera esportazione.

Esempio di verifica Dual Use

  • Esportazione di tubi saldati di acciai legati classificati alla Voce Doganale 73065080. La verifica del database TARIC individua tale voce come un potenziale dual use.
  • L’analisi del regolamento 1183/2007 evidenzia i tubi con le caratteristiche che seguono quali beni a duplice uso (quello che segue è un estratto dell’allegato presente nel regolamento 1183/2007): Tubazioni a pareti multiple che incorporano una porta di rivelazione delle perdite, aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche contenute o da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:
  • Leghe contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;
  • Fluoropolimeri;
  • Vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);
  • Grafite o ″carbonio grafite″;
  • Nichelio o leghe contenenti in peso più del 40 % di nichelio;
  • Tantalio o leghe di tantalio;
  • Titanio o leghe di titanio;
  • Zirconio o leghe di zirconio o niobio (columbiom) o leghe di niobio.

Una volta appurato che il prodotto esportato non ha le caratteristiche tecniche riportate sopra, sarà possibile dichiarare il prodotto “di libera esportazione” e quindi il dichiarante doganale/spedizioniere che rappresenta l’azienda presso l’autorità doganale potrà indicare alla casella 44 del DAU il codice di esonero Y901.

TENORE RICORRENTE SU OGNI NUOVO PRODOTTO DESTINATO AD EXPORT.

QUADRO NORMATIVO a) Regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio del 5 maggio 2009 (+COR) che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione) (e rettifica) entrato in vigore il 27 agosto 2009. Alla stessa data è stato abrogato il regolamento (CE) n. 1334/2000 del Consiglio, del 22 giugno 2000, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso. Nel giugno 2003 il Consiglio europeo di Salonicco ha adottato il piano d’azione contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il cui punto 21 contempla l’effettuazione di una valutazione reciproca dei sistemi di controllo delle esportazioni di tutti gli Stati membri e Stati aderenti. Il punto 21 prevede che “al fine di meglio coordinare le attività di controllo delle esportazioni degli Stati membri dell’UE e di trarre vantaggio dalle esperienze reciproche, è opportuno realizzare una valutazione reciproca in tutti gli Stati membri e gli Stati aderenti”. La strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, adottata il 12 dicembre, prevede il rafforzamento dell’efficacia del controllo delle esportazioni nell’Europa allargata quale elemento dell’azione dell’UE e ribadisce la necessità di una valutazione reciproca dall’esito positivo. La prima fase della valutazione reciproca si è conclusa nel luglio 2004. È stata realizzata per gruppi, composti ciascuno di due o tre paesi, che hanno esaminato la legislazione nazionale e la sua attuazione al fine di stabilire le migliori pratiche nell’Unione allargata. I servizi della Commissione hanno coordinato la valutazione reciproca con l’assistenza di una task force che ha elaborato un’analisi e raccomandazioni sulla base delle relazioni dei gruppi. Il 13 dicembre 2004 il Consiglio ha formulato una dichiarazione che include le raccomandazioni scaturite dalla valutazione reciproca e sottolinea l’importanza che l’UE attribuisce ad un controllo efficace delle esportazioni sul piano sia interno sia esterno. L’attuazione delle raccomandazioni risultanti dalla valutazione reciproca è stata portata avanti in via prioritaria dal gruppo “Beni a duplice uso” del Consiglio nel 2005 e nel 2006. Sulla base delle discussioni relative all’attuazione della valutazione reciproca, nell’ambito sia del Gruppo “Beni a duplice uso” sia del gruppo di coordinamento di cui all’articolo 18, e dei risultati delle riunioni di consultazione con gli esportatori, il 18 dicembre 2006 la Commissione ha presentato al Consiglio una comunicazione ed una proposta di rifusione del regolamento che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso, che tiene conto delle raccomandazioni scaturite dalla valutazione reciproca e dei risultati di un successivo studio di valutazione dell’impatto, nonché degli obblighi degli Stati nel quadro della risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Come annunciato nella suddetta comunicazione e sulla base delle discussioni condotte nel 2007 dal sottogruppo del Gruppo “Beni a duplice uso” responsabile delle nuove autorizzazioni generali di esportazione della Comunità nel dicembre del 2008 la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta finalizzata all’istituzione di nuove autorizzazioni generali della Comunità per l’esportazione di alcuni prodotti a duplice uso non sensibili verso paesi non sensibili. La proposta contempla sei nuovi tipi di AGEC.

SINTESI DEI TEMI Le esportazioni, il trasferimento, l’intermediazione e il transito di prodotti a duplice uso sono controllati a livello comunitario in base al regolamento del Consiglio, regolamento che è volto a rendere più agevoli gli scambi legittimi e favorire il concentrarsi delle risorse sul controllo delle esportazioni, dei trasferimenti, dell’intermediazione e del transito sensibili dei prodotti a duplice uso e sulla lotta alle frodi. il regolamento stesso, tra l’altro: Descrive l’ambito di applicazione del regolamento: in aggiunta ai prodotti a duplice uso elencati nell’allegato I del regolamento, l’articolo 4, noto come “disposizione onnicomprensiva” richiede un’autorizzazione per l’esportazione di qualsiasi prodotto che è o può essere destinato ad una utilizzazione collegata con armi di distruzione di massa, nonché con armi convenzionali se queste ultime devono essere esportate in paesi soggetti ad un embargo sugli armamenti; Per tutte le altre esportazioni per le quali è necessaria un’autorizzazione ai sensi del regolamento, lascia alle autorità nazionali la decisione finale in merito all’opportunità di concedere una licenza di esportazione nazionale, globale o specifica (articolo 9, paragrafo 2), trovando così un punto di equilibrio tra il principio della competenza comunitaria e i legittimi interessi degli Stati membri a mantenere il controllo delle questioni relative alla sicurezza nazionale; Stabilisce norme per lo scambio di informazioni e le consultazioni tra Stati membri relativamente alle decisioni di concedere licenze d’esportazione, ecc. (articolo 13); Istituisce un “gruppo di coordinamento” (articolo 23) presieduto dalla Commissione, nel quale è rappresentato ciascuno Stato membro, al fine di esaminare le questioni riguardanti l’applicazione del regolamento. Ai sensi dell’articolo 23, paragrafo 2, il gruppo di coordinamento può consultare le organizzazioni che rappresentano gli esportatori interessati dal regolamento.

Ray March & Partners srl | via borsellino, 2 | 42124 Reggio Emilia | tel. 0522 1533593 | p. iva 02500980350 | Privacy policy